Con le Eco palle non si rimuovono le ecoballe
Come dimostrano i modelli CUD allegati, la notizia circolata ieri su giornali e tg nazionali in merito a “stipendi inimmaginabili ” non ha alcun fondamento.
Ancora oggi, dopo aver trascorso certamente la giornata più brutta e paradossale della mia vita, dopo una notte insonne, ancora mi chiedo come sia possibile che una notizia assurda, inverosimile e infamante possa avere avuto la circolazione che ha avuto.
Per un giorno intero ho avuto la sensazione di essere immobilizzato mentre assisto all’arrivo di uno tsunami che, come tale, è espressione di impotenza e di forza travolgente.
Proprio così, proprio la sensazione di essere impotenti davanti a un ciclone di fango è quella che vivi quando senti l’inarrestabile forza dei media che impietosamente ti travolge a prescindere dalla veridicità di quello che comunica.
Come è possibile, mi chiedo ancora, avrei capito l’essere attaccato da critiche e accuse sull’operato, su questioni che rientrano comunque nell’opinabile, nel confronto sia dialettico che giudiziario, ma essere travolti da clamorosi errori sulla cosa più oggettiva che esista ( i numeri) , non è proprio accettabile.
Tutti coloro che, in modo incauto e discutibile, si sono buttati sulla notizia (dietro l’alibi che riportavano numeri dati comunque dalla procura) avevano ben chiara la inverosimilità della stessa, ma era proprio tale inverosimilità ad essere notizia in se.
Possibile che nessuno abbia ritenuto di dover controllare una cosa che davvero era controllabile? La notizia era già emersa e smentita nel 2004, già si era capito quale errore (comunque ingiustificabile e grave) stava dietro alla formulazione di cifre assurde, perché ritornarci con quella massa d’urto della stampa e tg nazionale?
Entriamo nel merito: il PM nella sua requisitoria utilizza (senza far le cifre) una dichiarazione dell’allora Commissario Catenacci del giugno 2004, la utilizza per motivare e disegnare un contesto chiaramente finalizzato a supportare le sue tesi.
Molto abilmente il magistrato, impegnato nel suo voler suggestionare il Gip, ha utilizzato il grossolano errore di Catenacci, tralasciando il fatto che da se si era poi smentito.
Il resto lo ha fatto chi, senza lo scrupolo di fare un minimo di controllo, riteneva di dover dare risalto a una “mossa suggestiva e tattica del PM”.
Eppure sarebbe bastato chiedersi come mai la procura, che ha condotto una indagine scrupolosissima e approfondita, se avesse accertato che percepivamo cifre quasi 10 volte superiori a quelle che per norma ci spettava, non ha deciso di contestarci questo come reato.
La cosa è semplice: il compenso destinato a me e agli altri personaggi non era stabilito discrezionalmente da Bassolino, da altri o da noi stessi, ma era definito nei primi 2 anni da un apposito Decreto ministeriale e nel periodo successivo da una ordinanza del Ministro degli interni.
In base a tali atti a noi spettava nei primi 2 anni un compenso pari a 10.000.000 delle vecchie lire mensili (lorde) e negli anni successivi il nostro compenso era stato parificato a quello che spettava ai Consiglieri e Assessori Regionali.
Avessimo percepito importi così clamorosamente diversi avremmo certamente commesso un reato che nessuno, nemmeno i PM in questione ci ha mai contestato.
Prova do di ciò è il fatto che, sulla questione dei rimborsi spesa che io ho ottenuto (€ 33.000 in 56 mesi, pari a circa € 600 mese e di cui parlo di seguito), è stato avviato un procedimento giudiziario che sto affrontando nella massima serenità e che non rientra nel processo in questione.
Bastava questa semplice riflessione per far nascere quantomeno il sospetto che i numeri non solo erano inverosimili, ma proprio sbagliati.
Credo sia giusto fornire i numeri così come escono dagli unici documenti ufficiali che li possono confermare.
Quelli indicati di seguito sono gli importi lordi, da cui detrarre le ritenute irpef, riportati nei CUD allegati:
- anno 1999: Lire 39.000.000, pari a € 20.141, 82, per 5 mesi di incarico
- anno 2000: Lire 170.000.000, pari a € 87.797,77, per 12 mesi di incarico
- anno 2001: Lire 199.183.680, pari a € 102.869,80, per 12 mesi di incarico
- anno 2002: € 131.293,67 per 12 mesi di incarico
- anno 2003: € 123.313,08 per 12 mesi di incarico
- anno 2004: € 20.552,18 per 3 mesi di incarico
L’incarico è durato quindi 56 mesi complessivi , con una mia presenza in ufficio di complessi 1.330 giorni
A conti fatti il mio compenso totale, per 56 mesi, è dunque di € 485.968,32 pari a € 8.678,05 lorde mensili.
Per completare il quadro è utile sottolineare che, come noto, io vivo, risiedo, lavoravo a Milano (Cologno Monzese) e che a Milano ha sempre risieduto la mia famiglia, stante la precarietà dell’incarico che mi impediva di immaginare il trasferimento della famiglia.
Anche se ciò mi è contestato in un’altra vicenda giudiziaria, a me è chiaro e palese il fatto che l’incarico di sub commissario veniva da me svolto in condizione di Missione, nel senso che per 5 anni dalla mia abitazione di Cologno Monzese mi recavo il lunedì in Campania per svolgere l’incarico e li vi restavo almeno fino al venerdì della settimana successiva.
Per svolgere l’incarico ho quindi affittato un appartamento nella città di Napoli, per un importo di € 1.300 comprese utenze e spese condominiali, ho effettuato complessivamente in 56 mesi 94 viaggi aerei andata e ritorno Milano Napoli (quindi sono tornato a casa meno di 2 volte al mese )spendendo in modo documentato € 33.000,00 di biglietti.
Ho infine consumato nella mia permanenza campana, 2.660 pasti che, se anche solo dovessi quantificare in base al valore dei ticket che i funzionari del commissariato ottenevano (ma non io) costituirebbero la cifra di € 53.200,00
Insomma, senza calcolare indennità di missione o altro, è documentato che il costo che ho sostenuto per lo svolgimento dell’incarico è pari a affitto: € 72.800, viaggi € 33.000 e pasti € 53.200, per un totale di € 159.000,00, ricevendo un rimborso spese di complessivi € 39.000,00.
Questi i veri, documentati e ufficiali numeri che definiscono i compensi ricevuti, numeri che non supportano certo la tesi per cui avevo l’interessa a mantenere l’emergenza rifiuti per trarre dalla stessa chissà quali favolosi compensi.
Vero il contrario, la passione e la voglia di dimostrare la possibilità di realizzare l’impossibile mi portò a sostenere l’incarico per tempi lunghi, pur sapendo che, sul piano degli interessi economici, politici e familiari miei, avrei tratto vantaggio da un mio ritorno a Milano.
Avevo scommesso sulla possibilità di riuscire a essere decisivo nel superare l’emergenza rifiuti campana, anche sperando, perché no, che ciò mi avrebbe in seguito permesso una gratificazione istituzionale e politica, magari meglio retribuita.
E singolare il fatto che per le procure, la prassi e “si usa solo quello che serve per dimostrare una tesi”, in tale modo le tesi diventano teoremi, magari affascinanti ma teoremi.
Sarebbe bastato dare adeguato valore a una telefona intercettata tra me e Monguzzi, Consigliere Regionale Lombardo dei verdi, in cui discutiamo della mia voglia di rientrare a Milano, dei vantaggi che potrei trarne, dei problemi che avrei e dei motivi per cui rimanere, ma come è evidente le intercettazioni non servono a ricercare le verità, ma a dare modo, con abili azioni di estrapolazione e interpretazione, di supportare solo le tesi accusatorie.
Concludo dicendo che proprio il danno provocato dalla notizia circolata in modo così incauto mi consente di riprendermi dalla sensazione di impotenza di fronte allo tsunami.
Il disorientamento e il dolore di chi mi sta vicino, lo sconcerto di chi ha creduto e crede in me e, soprattutto le lacrime di mia madre, mi impongono di mettere tutte le energie per ricostruire una vera verità, non solo sui compensi, ma sulle ragioni della emergenza rifiuti campana.
Giulio Facchi
[...] Soprattutto, però, una notizia non vera e, seppure smentita, ripresa da tutti i TG nazionali. Un amico, persona onesta, rimane infangato. Eppure bastava poco per verificare l’informazione: bastava [...]
Il blog di Carlo Monguzzi » Blog Archive » Un fango da 700.000 euro
Febbraio 7, 2008 alle 5:16 pm
io che l’ho conoscuta personalmente, senza aver bisogno di alcuna verifica, non ho creduto ad alcuna parola di quanto si legge sui giornali.
marco domizio
Febbraio 8, 2008 alle 4:55 pm
Neanche il Presidente della Repubblica ha un simile emolumento all’anno, credo. Non ci voleva un esperto del settore pubblico per capire che quella cifra era sbagliata. Una telefonata avrebbe evitato l’ennesima sofferenza. Il danno biologico è senza pari. Forza Giulione.
Fabio Fimiani
Febbraio 8, 2008 alle 7:12 pm
Ho conosciuto Giulio quando fummo eletti nel 1995 consiglieri provinciali di Milano, a parte le incazzature per i suoi proverbiali ritardi, non ho mai dubitato sulla sua integrità morale. Il lavoro che ci ha accomunati in provincia con risultati straordinari lo ha fatto diventare per me un fratello. Sono certo che da questa spazzatura mediatica ne uscirà integro alla fine ma certo le ammaccature in questo momento sono tante e pesanti. Una cosa è certa: se oggi in campania molti comuni raggiungono percentuali ragguardevoli di raccolta differenziata questo è tutto merito suo. Biagio
Biagio Latino
Febbraio 12, 2008 alle 3:51 pm
Poche righe per dare un appoggio morale, ad una persona che io ho conosciuto e sono fiero e orgolioso di avere incontrato nella mia vita professionale, e che un giorno tutti possano capire il vero valore di un uomo che ha avuto una sola colpa fare il suo dovere.
Cavallari
Febbraio 26, 2008 alle 9:30 am
Gentile Dott. Facchi,
sono Alessandro Caputo, dottorando in “Pianificazione territoriale e politiche pubbliche del territorio” presso lo IUAV, Università di Venezia. Mi scuso se approfitto di questo spazio per mettermi in contatto con Lei, ma nè nel sito del Conapi nè in quello della regione Campania sono riuscito a trovare un contatto mail o telefonico.
La mia tesi di dottorato mi ha portato in questi ultimi mesi ad approfondire la vicenda dello smaltimento dei rifiuti nelle regioni Campania e Puglia, al fine di proporre un’indagine comparativa.
Nello specifico, l’obiettivo sarebbe quello di ricostruire il processo di implementazione della politica dei rifiuti in Campania, con particolare attenzione all’istituto del Commissariamento come “strumento di governo” in un settore di policy come quello dei rifiuti caratterizzato da una governance e un quadro attoriale molto complessi. Per mettere al lavoro questo tipo di approccio, è necessario ricostruire il funzionamento di tale strumento all’interno del contesto amministrativo in cui viene utilizzato.
Sto cercando di fissare una serie di interviste con testimoni privilegiati esperti nel settore di politiche dei rifiuti che, come lei, hanno attivamente preso parte all’implementazione di questa politica. Vorrei chiederle, pertanto, se nei prossimi giorni fosse disponibile per un’intervista per raccogliere indicazioni utili per il proseguo della ricerca.
Nell’attesa di una sua risposta, Le porgo i più cordiali saluti.
Dott. Alessandro Caputo, Università di Venezia
caputoalessandro@hotmail.com
Alessandro Caputo
Febbraio 12, 2009 alle 4:51 pm